I videogiochi sono davvero destinati solamente ai giovani?

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Dobbiamo cercare di vedere oltre i tipici stereotipi

I videogiochi online sono davvero progettati per tutti i tipi di età, non solo per i giovani.

Ogni volta che sento parlare di videogiochi mi sembra che tutti li associno con i bambini o con i molto giovani in generale, questo secondo me è uno stereotipo molto sbagliato ed in questo articolo cerchero di spiegare le mie ragioni per le quali penso questo.

Il motivo per il quale le persone giocano ai videogiochi

Tra le tipologie più comuni di videogiochi ci sono gli “Sparatutto” tra cui i più conosciuti sono quelli delle serie “Call of Duty” e “Battlefield”, i giochi d’avventura tra cui possiamo ricordare la serie “Uncharted” esclusiva PlayStation oppure i giochi della serie “Assassin’s Creed”, ed i giochi di “Strategia in tempo reale” come esempio ci sono “StarCraft” oppure “League of Legends”.

Per prima cosa vorrei iniziare a parlare delle diverse tipologie di videogiochi perchè ne esistono davvero di tutti i tipi, quest’enorme industria è molto ramificata ed estesa così da creare una tipologia di gioco per ogni giocatore.

Tra le tipologie più comuni di videogiochi ci sono gli “Sparatutto” tra cui i più conosciuti sono quelli delle serie “Call of Duty” e “Battlefield”, i giochi d’avventura tra cui possiamo ricordare la serie “Uncharted” esclusiva PlayStation oppure i giochi della serie “Assassin’s Creed.

Ed i giochi di “Strategia in tempo reale” come esempio ci sono  “StarCraft” oppure “League of Legends”.

La maggior parte dei videogiochi non sono destinati ad un pubblico
giovane

So che potrebbe sembrare strano ma è totalmente vero, la maggior parte dei nuovi videogiochi non sono più destinati ad un pubblico giovane ma ad uno più maturo (Sopra i 18 anni), e questa non è una novità.

Ricordo ancora quando decisi di comprare il mio primo “Assassin’s Creed” che se non sbaglio fù il terzo capitolo della saga “Brotherhood”, i miei decisero di comprarmelo come regalo di compleanno, ricordo chiaramente che entrai nel negozio, presi il gioco in mano e lo portai alla cassa per pagarlo, ma purtroppo il responsabile appena ha visto che ero chiaramente un minorenne il quale voleva comprare un gioco “proibito ai minorenni” non me lo vendette, o almeno fino a quando non sono arrivati i miei genitori che sono stati d’accordo per l’acquisto.

Ed è per questo che voglio farvi capire che molti giochi non sono adatti ai bambini, ma sono rivolti più verso un pubblico adulto,la ragione per la quale molti di essi sono vietati ai minorenni è perchè contengono scene violente oppure un linguaggio scurrile.

Il prezzo dei videogiochi è salito negli ultimi anni

Quando ero più piccolo i giochi costavano molto meno, questo fatto era dato dal poco lavoro e dai pochi materiali investiti in quei giochi.

La maggior parte dei giochi venivano a costare dai 20 ai 50€, ora quasi 15 anni dopo, esistono diversi tipi di videogiochi dal punto di vista della loro produzione: Da una parte abbiamo i videogiochi “Tripla A” che sono prodotti da compagnie grandi, con un numero grande di impiegati, e che investono Centinaia di migliaia di Euro nella creazione e pubblicazione di videogiochi.

Dall’altra parte ci sono gli “Indie” o “Videogiochi Indipendenti” che sono creati da case di videogiochi molto piccole con pochi impiegati o a volte sono ideati e realizzati da una sola persona.

I giochi che rientrano nella prima categoria vanno a costare dai 50 ai 70€ per le edizioni normali, le versioni particolari che includono collezionabili e varie altre cose possono andare a costare oltre i 100€;

Mentre i videogiochi che rientrano nella seconda categoria vanno a costare intorno ai 20€.

Chiunque puó essere un videogiocatore se lo vuole

Giocando alcuni videogiochi online ho avuto l’occasione di conoscere un sacco di persone. Ció mi ha fatto capire che non possiamo considerare l’atto di giocare i videogiochi un’azione destinata puramente per bambini o per giovani, chiunque voglia evadere dalla monotonia della realtà circostante, puó tuffarsi nei videogiochi per aiutarlo, almeno un’ora per sentirsi libero ed immergersi in un mondo del quale è innamorato.

Maggiori informazioni sui giovani qui: Noi siamo la generazione “Z”! Perché vogliamo cambiare il mondo?

Autore: Daniel Dimboiu

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