Il giorno in cui ho abbracciato le mie imperfezioni

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Il giorno in cui ho abbracciato le mie imperfezioni

Ho avuto guerre con me stessa per integrare quello che ho, sempre considerato difetto. Per me, per il mio fisico, per il mondo che ho portato nella mia testa per un po’. Mi sono frustata comparandomi, mi sono frustata di don ndomi che non sono abbastanza. Credo che tutti noi ci siamo colpiti da ciò primo o poi. E importante essere consapevoli, tuttavia, quanto tossico è essere complessati da così tante cose che non sono così sbagliate come le vediamo noi.
Penso che uno dei nostri bisogni primordiali come persone è quello di essere accettati, si sentirci interi, di appartenere ad un collettivo, a delle persone.

Ma come sentirsi integri e meritevoli per tutto quello che ti succede, se tu non ti senti bene nella propria pelle e se non ti ami?

Non discuterò delle teorie complesse d’amore di sé stessi, ma dico solo questo: si acquisisce solo nel momento in quale, dopo molte battaglie con le frustrazioni e le nostre insoddisfazioni, arriviamo ad abbracciare le nostre imperfezioni. Comunque, la parola imperfezione è uno a cui noi diamo il senso. In realtà, niente è un difetto. Tutto è proprio così come dovrebbe essere.

Ho iniziato a pensare seriamente da un certo periodo ad alcune cose connesse al mio percorso, alla mia persona, delle cose verso quale sto andando e che desidero; e mi sono resa conto che tutto si metterà a posto solo quando sarò in armonia con quello che rappresento. Sono riconciliata con il presente che vivo e costruisco ogni momento.

Ho provato a capire di più me stessa, e questo ha portato ad un’accettazione di tutte le cose di cui non sono sempre stata fiera. Ho smesso di litigare perché ero irascibile qualche volta, o possessiva, o perché avevo fatto cose stupide che mi hanno complicato l’esistenza.

Ho fatto pace con me stessa, con tutte le cose che mi rappresentano.

Ho accettato le mie cicatrici. Quelle visibile e maneggevole a tutti ma anche quelle osservate da coloro che hanno avuto pazienza a conoscermi meglio. Mi sono guardata e amata qualsiasi cosa che mi definisce perché so che oggi non sarei la stessa persona.

Il giorno in cui ho abbracciato le mie imperfezioni è stato il giorno in cui mi sono eliberata. Dalla società, dalle frustrazioni, dalla insicurezza. Il giorno in cui ho abbracciato le mie imperfezioni è stato il giorno in quale, alla fine, mi sono ritrovata.

Autore: Cordoș Andreea

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