Il tempo: bandaggio usato per le sofferenze raccolte

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Attenzione: questo articolo si basa su alcune esperienze proprie, quindi non va preso come consiglio.

Esistono alcuni momenti in cui pensi che tutti abbiano qualcosa contro di te, quando ogni parole detta è un insulto verso la tua persona e tutto quello che desideri in queste situazioni è nasconderti dietro ad un angolino per almeno tutta la vita.

Esistono alcuni momenti in cui vorresti crearti una gomma da cancellare solo tua, con la quale riusciresti a mandare via tutte le cose negative che ti creano dispiacere. Vorresti essere felice, ma non riesci a trovare una via per scappare…

Ebbene, penso che il tempo sia la soluzione che potrebbe aiutarti.

Ho imparato che il tempo risolve, a volte, tutto, perché è in grado di diventare un bandaggio per l’anima. Ma questo non significa che dobbiamo lasciare che i fatti accadano a caso, senza reagire ed essere indifferenti a ciò che ci circonda. Siamo i protagonisti della propria storia e noi scegliamo come essere influenzati da un pensiero. A volte il tempo sa tutto, essendo il nostro buon compagno, ma preferisce tenere tutto per sé, dandoci una spinta, o meglio, un impulso per analizzare la situazione e il modo in cui dobbiamo affrontarla.

Ma cosa fare quando il tempo è infinito e noi siamo dei semplici esseri che non fanno altro che vivere da un giorno all’altro, costruendosi degli obiettivi ma anche ostacoli?

Beh, bisogna essere pazienti. Sappi che tutto quello che ti succede ha uno scopo e le conseguenze possono essere considerabili. In certi momenti sentiamo come il mondo ci caschi addosso, siamo in una caduta libera dentro ad un pozzo, e quando arriviamo alla fine di esso, siamo imprigionati. Questo è quello che ci succede nella vita reale. Ci panichiamo, piangiamo, urliamo con il pensiero contro tutto e tutti, cerchiamo un modo per uscirne ma è tutto invano. Sappiamo che non possiamo farcela, e la situazione peggiora quando le persone non hanno il minimo rispetto per la sofferenza, e deteriora ultimamente quando l’unico colpevole sei tu, la persona incompresa.

Ma cosa c’entra il tempo con tutto ciò?

Caro lettore, il tempo passa ma con sé la sofferenza non va via, rimane e si accumula. Bisogna chiudere gli occhi qualche volta e calmarci. Come ho detto prima, essendo i protagonisti della propria storia, abbiamo bisogno di tempo per trovare un modo e uscire dal pozzo, ma questo non accadrà se non siamo pazienti.

La pazienza è essenziale per il raggiungimento di un obiettivo. 

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