Il tempo che non esiste

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Il tempo che non esiste

Un paio di mesi fa (perché in quei momenti volevo scrivere, ma senza successo), analizzavo gli anziani che ho intorno, in particolare quelli irascibili. E guardavo il loro modo in quale loro guardavano le altre persone nel trasporto pubblico, o su una panchina nel parco, o ad un ristorante, in qualche posto nel quale loro non hanno un posto sul quale possono stare seduti, e devono supportare tutto il peso per più di 10 minuti. E poi senti che chiacchierano di questa generazione che non li porterà da nessuna parte. Adesso ho pensato: questa generazione è in una velocità continua e questa cosa è fastidiosa per gli anziani. Ma così è anche con il tempo che, peccato, non esiste.

“Oh, questi giovani si affrettano sempre!”, ,,I ragazzi di oggi non fanno niente! Tutti si affrettano e non hanno tempo…”

Sì, questa è la situazione. La società è evoluta tanto. La storia degli ultimi 100 anni include più informazioni che tutta la storia fino a quel tempo. Tutto si sviluppa continuamente e noi proviamo a tenere il passo con lei. La cosa è che avendo tutte queste cose, sono più cose da fare. “Non c’è tempo! Non esiste più!”

Guardo intorno a tutti gli obblighi che ha la gente, tutti i progetti a quali partecipano, i compiti delle scuole per gli studenti e le discussioni delle persone- che solo queste sono rimaste. Tutte le persone si affrettano, provano di finire tutto in tempo, provano di fare più cose, anche se tante volte non è anche qualitativo, per avere un po’ di tempo libero. Non so esatto quale sia la cosa con la grande maggioranza della gente, specialmente con questi gruppi di età più grandi di me, e non li avrò in attenzione mai. Per ora, metterò in evidenza tutto cominciando dalla Generazione Z in giù.

Ne faccio parte e non so così tante cose riguardo ciò, ma una cosa è sicura: facciamo quello che facciamo per avere tempo per noi.

Siamo sempre in fretta, da casa a scuola, da scuola a casa, altre discoteche, attività, volontariato, preparazioni, cose che ci sviluppano professionalmente. Nessuno non ci dà tempo per noi. Alcune di queste non sono fatte di propria iniziativa; sono “consigli” dei genitori, che li fai per forza. Tutte si riuniscono e non ci abbiamo tempo. Siamo la generazione che non è stata imparata a prendersi cura di lei. È stata imparata ad essere competitiva e più buona dell’altra. Siamo cresciuti con questa cosa e da qui comincia.

Siamo in una fretta continua per avere tempo. Desideriamo tempo per noi, ma non per uscire in discoteca e per fumare di nascosto, non per andare al teatro o per leggere un libro, tempo per noi: TEMPO NEL QUALE STARE 5 MINUTI SOLO CON Noi STESSI E PENSARE A QUELLO CHE ABBIAMO FATTO, CHE SIAMO BUONI A CHE FACCIAMO, CHE QUESTO È IL MIO TEMPO PER RELAX. Ma non c’è tempo…

Vengo dalla scuola e ho 4 compiti e altri 10 progetti per il prossimo giorno.

Mi sbrigo a prendere il bus per arrivare a casa presto, di mangiare qualcosa nel tempo che mi organizzo l’ordine dei compiti e poi di farmi i compiti nel modo più veloce e meglio possibile per avere una pausa per me e tempo per meditare. Ma non ho tempo… non ho neanche tempo per dormire e mi sembra che anche 4 ore di sonno per notte sono abbastanza e che devo dormire di meno, di lavorare di più per la scuola, per il mio futuro. Per questa esiste sempre tempo, sembra…

Sono in una fretta completa per finire tutto quello che ho da fare, per fare contenti gli altri e per avere un attimo di respiro. Mi sbrigo per poter respirare… Ma anche così, non rimane tempo…

Il problema degli anziani con questa velocità non è che non possiamo osservare i piccoli piaceri della vita (grande peccato…); il problema è che ci muoviamo troppo velocemente per loro e questi non possono capire…

Sono disturbati della rapidità con quale ci muoviamo; li stanca.

Non posso tenere il passo con la gente se mi fermo per un secondo. E loro mi vogliono “il loro”, ma di non essere più affrettato. Io non posso. La mia fretta mi guadagna tempo, tempo per quale comunque non ho tempo…

Sono cresciuta nel mondo dove “ per riuscire, devi fare di più”. Ma la società si è sviluppata verso “ la riuscita è nel tempo che hai per l’equilibrio”. Ma noi non vediamo questa.

Ci sbrighiamo perché vogliamo sopravvivere, vogliamo il nostro tempo di almeno 5 minuti, dove possiamo chiudere gli occhi e sentire l’aria intorno a noi. Solo questo.

Vorrei scrivere ancora, ma credo che sia troppo. Vorrei continuare con la “generazione grande”, ma credo che si perderà la magia…

 

 

 

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