La “morte” dei videogiochi

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La “morte” dei videogiochi è una cosa inevitabile, alla fine del loro ciclo di vita, ogni gioco va inevitabilmente a “spengersi”.

Alcuni videogiochi hanno parte di un ciclo con una durata maggiore degli altri, questo dipende tanto dal supporto degli sviluppatori quanto da quello dei propri fan.

Il ciclo di vita dei videogiochi non è sempre lineare. Quello a cui mi riferisco è che non succede sempre questo: escono sul mercato, la gente comincia a giocarci, raggiunta del picco di giocatori, numeri in discesa che poi portano alla fine dello sviluppo, ovvero alla “morte” del videogioco”.

Cosa porta alla “morte” dei videogiochi?

Non esiste una risposta semplice a questa domanda, data la miriade di possibili ragioni che possono portare alla fine di un videogioco.

Tra i più semplici motivi potremmo pensare alle diverse scelte sbagliate fatte dagli sviluppatori, come per esempio l’eccesso di microtransazioni o di DLC inutili.

D’altro canto, il motivo principale per il quale un videogioco viene “abbandonato” è sicuramente il numero di nuovi giocatori che va in discesa. Un gioco che non riesce ad attrarre nuovi giocatori ogni mese è un gioco che come detto prima “va in discesa”.

Parlando soprattutto di giochi online, se gli sviluppatori non riescono sempre a portare qualcosa di nuovo che faccia parlare del gioco e che attragga nuovi player, il videogioco è destinato a “morire”.

L’esplosione e l’implosione

Come già detto prima, il ciclo di vita dei videogiochi non è sempre uno lineare. Basta solo a pensare ad alcuni videogiochi che appena usciti sul mercato non sono stati per niente popolari, per poi arrivare ad un “Boom” di player dal nulla.

Un esempio di videogioco con il quale è successo un fenomeno di questo tipo è “Among Us”, che ha visto un boom di giocatori a due anni dalla sua uscita. Un’ondata di successo totalmente inaspettata per gli sviluppatori del gioco che si stavano preparando per lo sviluppo del sequel.

Quello che è successo ad Among Us è facilmente spiegabile, dato che il gioco è intuitivo e facilissimo da e giocare, dato che è essenzialmente un tipo di “Lupus in Fabula” giocabile online.

Quello che può sembrare strano è l’effetto contrario, ovvero la perdita di gran parte dei player che hanno cominciato a giocare proprio nel periodo del “Boom”. Sinceramente penso che i giochi che fanno i numeri in poco tempo sono inevitabilmente destinati a perderli eventualmente.

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