Noi siamo la generazione “Z”! Perché vogliamo cambiare il mondo?

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Noi siamo la generazione “Z”! Perché vogliamo cambiare il mondo?

Come viene pensata ed esaminata la generazione ,,Z” con gli occhi di un’adolescente parlante e rappresentante che crede in ciò che fa?

Come rappresentante della generazione “Z” , posso dire che questa generazione arriverà lontano solo se sentirà che è sostenuta.   

Io mi percepisco come uno tra i tantissimi pezzi di un puzzle di questa generazione, ma uno che ha avuto l’occasione di esprimersi libero tramite la tecnologia. Ci si rimprovera che la tecnologia è diventata troppo significativa nella nostra vita. 

La parte più bella nella mia storia è che vi dicono di “la vita e i sentimenti di una ragazza bloccata in una generazione capita troppo poco”. La parte più piccante, credo io, sarà quella in quale parlerò dei sentimenti, perché credo che riuscirò di farvi capire, almeno poco, che anche noi sappiamo cosa significhi la felicità e la tristezza. Anche noi piangiamo. Anche noi abbiamo pietà. Anche per noi tutto è difficile, non come ai nostri nonni 50-60-70 anni fa, ma è difficile. È difficile vivere in una generazione in quale i nostri vecchi credono che i nostri sogni siano illusioni, è difficile osservare che la maggior parte delle discussioni arrivano a: “impara per avere i tuoi soldi”, ma poche volte a: “impara ad essere bravo per essere felice”. 

Sento sempre vicino a me persone che giudicano amaramente la mia generazione, persone che giudicano il sorriso… 

“Se ridi troppo, sicuramente hai consumato droga. Se sei triste, sei chiuso e depressivo”. Siamo giudicati perché stiamo fino a tardi fuori, ma se le persone ci sentono ridere rumorosamente, subito sentirai che “non sappiamo cosa sia il rispetto”. Vi voglio annunciare che la maggior parte dei bambini di questa generazione sanno cosa sia il “rispetto”, sanno cosa sia la vergogna. Sappiamo tutto ciò e la mostriamo a chi merita. Se stai a casa 7 giorni su 7 ed esci una volta al mese, non significa che sei un bambino rispettoso e gentile. 

La generazione “Z” è una libera fisicamente, ma psicologicamente è tenuta bloccata, perché è scoraggiata quasi sempre ed etichettata dopo l’abbigliamento, tatuaggi, vizi…

Come dicevo anche all’inizio, anche noi proviamo cose, anche il nostro cuore si rompe quando vediamo un bambino con il braccio stesso all’angolo della strada, anche noi sentiamo il freddo nell’anima… Ma siamo una generazione di guerrieri che sanno guardare la parte buona, non ci piace drammatizzare e fare come le vittime. Siamo felici di più quando siamo con le persone che amiamo, non quando abbiamo soldi, possibile perché ancora siamo bambini o perché siamo una generazione che ha anche qualità, non solo difetti… 

Noi siamo capaci a capire che non è tutto bello e che dobbiamo essere comprensivi e uniti. Siamo sensibili, amiamo la vita, le persone, amiamo divertirci, piangiamo, ci riprendiamo, facciamo finta che siamo indifferenti, ma non lo siamo… Ma, con tutte queste cose,  siamo la generazione “Z”, quella di guerrieri che crescerà e stupirà quelli che, una volta, non credevano in loro…

Riguardo la mia vita, la vita di una ragazza che inizia ad aprire gli occhi ed a capire poco-poco che significa la vita e che significa vivere, posso dire che sono fiera che sono nata in una generazione libera, che fa tutto quello che vuole, anche se sarà criticata forte sul percorso scelto.

Anche se faccio parte della comunità innamorata della tecnologia, mi interessa ancora del paese in quale vivo, anche se mi delude qualche volta… Mi interessa conoscere le tradizioni e la mia storia. E garantisco che lo 80% dei compagni di squadra di questa generazione pensano ugualmente. Sì, possibile che non ho conosciuto guerre, terremoti o altri eventi negativi, ma ho conosciuto la sete di amore e di comprensione, di vedere che viviamo in una nazione unita anche al male, non solo al bene. Posso dare più dettagli, ma non voglio, non credo che io sia capace di fare questo. 

Tornando alle nostre cose, in qualità di rappresentante, mi sento onorata di raccontarvi a voi, quelli che leggete questo articolo, dei miei dolori causati della cattiveria che si è legata dalla gente nei ultimi anni. Credo che parlo nel nome di tutti i miei coetanei, quando dico che proviamo di farvi fieri. Ma abbiamo bisogno che voi ci capiate, ci perdonate e ci diate sollievo e parole calde. Siamo ragazzi buoni, la maggior parte. 

Non scorderemo mai le persone che ci hanno aiutati, che ci hanno capiti, che ci hanno guardato con occhi freddi e duri. Tutto rimarrà nei nostri cuori ed è il vostro dovere, della critica di questa generazione, di scegliere la caratteristica con quale rimanete per sempre.

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