Perché ho scelto di parlare invece di stare zitta

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Perché ho scelto di parlare invece di stare zitta

Parlandone dei tuoi pareri e delle tue credenze con voce alta non è la cosa più facile che puoi fare. Al contrario, hai bisogno di molto coraggio e un tipo di forza da assumere. Perché? Perché alzandoti in piedi e parlare ti esponi moltissimo, più di quanto tu ne pensa. Ti fai vedere davanti a delle persone che aspettano ascoltarti solo per criticarti. È un processo normale. Una volta che lo assimili e scegli di non dargli potere su te stesso, non gli darai più tanta importanza.

Perché ho scelto di parlare sempre? Perché ho avuto pareri. Ho letto su qualche cosine e perché diversi situazioni sono stati difficili e mi hanno fatta diventare matura più velocemente del dovuto. I libri mi hanno offerto informazioni e le esperienze il contesto; così nel tempo mi sono formata dei pareri sulla vita, sulla gente e la società, che mi hanno aiutata tanto a capire.
La scuola è stata il posto dove ho avuto l’ occasione di imparare quanto vale un’opinione assunta e migliorata però ho imparato anche come puoi essere giudicato dagli altri perché prendi l’iniziativa di domandare.

Ho sempre parlato, soprattutto quando ho avuto davanti una persona dalla quale ho potuto imparare alcune cose, o che era un professore o una persona da un altro lavoro, ho voluto scoprire di più, i soggetti diversi, a esprimere a voce alta il mio punto di vista. L’ho sempre fatto per crescere e per approfittarne dei contesti in cui sono stata.

Ho incontrato persone e persone. Alcuni disinteressati, alcuni che mi hanno attaccata.

Ho ricevuto ad un certo punto una domanda ironica “Credi che interessa a qualcuno le tue conoscenze ?”
Nella vita è importante assumerti chi sei e non avere paura di affermare questo. Hai un’idea? Una parere? Cosa ti ferma di esprimere tutto questo? Forse le tue iniziative producono un cambiamento. Questo ovviamente nel caso in cui non parli stronzate. È importante imparare quello che devi dire, quanto e a chi. Specialmente è importante prendere una strada ed avere senso per quanto riguarda quello che dici.

La cruda realtà è che è estremamente difficile superare la veta di una montagna.

Nel momento in cui la tua anima ha preso la decisione di essere un’altra persona che ti obbliga la società di essere, devi sapere che si mettono a muovere mille reazioni psicologiche alla tua decisione: sarai giudicato come persona e carattere però sempre la mancanza di sostenimento sarà come una collisione con un muro.

La gente aziona come una busta. Se ti lasci cadere, ti prende ti ammortizza la caduta però se vuoi liberarti si stringe forte addosso a te.

Per scappare devi essere pronto di rompere pezzi della busta per farti posto. Questi pezzetti sono le persone negative che devi evitare – quelli che ti giudicano, che non credono in te e specialmente ti odiano. Loro sono i più pericolosi perché sembrano che sono completamente innocenti però nel momento in cui hai superato la tua condizione iniziano a farti scadere la tua fiducia nelle tue decisioni e nei casi estremi di colpirti per il tuo stato d’animo. Nessuno è colpito per niente perché tutti siamo i padroni della nostra vita e non deve esserlo in un’altra maniera – il successo di uno se lo merita il lavoro ed i sacrifici per la sua volontà. Alzatevi e mettete le domande! Dovete essere scettici su tutto quello che vi si offre come la verità suprema, perché il benessere e la verità sono soggettive. Niente non vi potrà fermare di essere chi volete essere, con la sola eccezione che siete voi. Rinunciare è una decisione non un obbligo; quelli che rinunciano scelgono di fare questo.

Alzatevi e parlate, perché così possiamo cambiare il mondo incominciando con noi stessi!

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