Recensione film “Brexit: The uncivil war”

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Recensione film “Brexit: The uncivil war”

Il tema “Brexit” è lungo e controverso, le quali conseguenze a lungo termine sono ancora incerte. Però, tra le milioni di persone che hanno sentito almeno una volta di “Brexit”, quanti tra di noi ci siamo posti la domanda di com’è finita, è che significato ha? Il film “Brexit: The uncivil war” del 2019, con Benedict Cumberbatch come protagonista, Dominic Cummings, prova a dare una risposta, quanto più concreta, a questa domanda.

Disclaimer: ciò che è compreso in questo film è veramente ispirato sui fatti e avvenimenti reali, ma include anche scene figurative.

Si parla di una propaganda popolare, ma controversa cominciata nel 2015.

Propaganda, la quale, prova a convincere la gente di votare per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

L’azione viene presentata in due parti: quella di “Remain”(rimanere), per rimanere in UE, e quella di “Leave”(uscire), guidata di Dominic Cummings. Partiamo con l’accordo dei motivi per quali entrambe le parti hanno scelto di battersi. Quelli che vogliono rimanere nell’ Unione Europea capiscono l’importanza e la sicurezza che l’alleanza sovranazionale ha per il Regno Unito. Quelli che vogliono abbandonare UE desiderano la riconquista di un controllo, più o di meno realizzato, dai tempi prima dell’ingresso in UE.

Impariamo da questo film quali sono i meccanismi di convinzione e della pressione politica, quanto è importante il messaggio di una propaganda e il discorso politico. Il ruolo che giocano i dati e con quanta facilità sono manipolate le persone verso un risultato che loro non capiscono.

Il protagonista è un personaggio più antipatico, ma che riesce a vincere grazie al sostegno e popolarità, usando dati e statistiche, piuttosto che il carisma, una dote classica dei politici.

Lui ha dei conflitti interiori, sapendo che i suoi obiettivi possono avvantaggiare anche la gente.

Non e d’accordo con i piani del Regno Unito. Qui vediamo quanto sono importanti le alleanze politiche: l’origine iniziale dei partiti politici potrà contare di meno oltre l’ultimo obiettivo nei momenti strategici.

Non voglio darvi troppi spoiler, ma considero che sia un film che merita di essere visto, essendo almeno informativo. Apre argomenti di discussione con quali possiamo occupare i nostri cervelli durante la quarantena. Se c’è una conclusione generale che posso estrapolare da questo film, è che la forza dell’informazione è misurata nelle mani di quelli che sanno come usarla per i loro interessi, anche se non hai cura a come si faccia il “ballo” politico e quanto sia facile cambiare le regole. La ragione arriva in modo tragico per essere irrilevante.

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